Perché studiare l'arabo? 

Lingua araba ed arte musulmana 

Ormai è universalmente noto che alla cultura araba dobbiamo molte delle innovazioni introdotte in Europa nel corso dei secoli. Settori come la medicina, l'astronomia, la filosofia, la letteratura e l'agricoltura sono stati modernizzati, grazie al contributo arabo. Agli arabi dobbiamo anche la costruzione di magnifiche opere artistiche ed architettoniche, nelle nostre città europee. È il caso di Cordova, in Spagna, con la sua meravigliosa "Grande Moschea", di Granada, con la magnifica "Cittadella di Alhambra" e le sue università, che di fatto costituirono le prime del Vecchio Continente. Oppure se vogliamo un altro esempio, più vicino, possiamo prendere il caso di Palermo e della Sicilia, che videro un periodo abbastanza lungo di governo arabo, circa trecento anni. In quegli anni i siciliani vissero una splendida fioritura artistica. Palermo fu arricchita di meraviglie artistiche e culturali. La città era rinomata, nell'Impero arabo occidentale, dopo Cordova, per l'alto numero di moschee, circa trecento, per le terme, i famosi "hammam" nonché per le eccellenti strutture scolastiche e culturali.

Restando nel campo della cultura, come possiamo non ricordare personalità illustri, come i medici Avicenna e Razi, le cui opere vennero usate come libro di testo per gli studi di medicina, fino al diciottesimo secolo. Per non parlare poi dei grandi filosofi Averroè e Geber. Nel campo della letteratura, non è lontano il 1988, quando lo scrittore egiziano, Nagib Mahfuz, si aggiudicò il Premio Nobel per aver avuto il merito di dare alla narrativa araba contemporanea una dimensione mondiale.

Lo studio dell'arabo può dunque spalancarci le porte di una cultura così ricca e fiorente, che anche oggi, riesce a dare i suoi straordinari contributi in tutti i campi della tecnologia, del commercio e della cultura mondiale.